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Marotta: il paese di Davide Mazzanti, allenatore della nazionale femminile di Volley

Manuela ChimeraManuela Chimera 4 settimane fa
Marotta
Marotta - Foto di Enrico Morbidelli

La nazionale femminile di volley è in finale! Il grande Davide Mazzanti ha condotto le ragazze della pallavolo a vertici stellari, mandando in visibilio tutti i tifosi. Ma in attesa di tifare durante la finale contro la Serbia (si preannuncia una dura lotta), sabato 20 ottobre alle ore 12.40 (Marotta ha già annunciato che, come oggi, permetterà di seguire la partita da un maxi schermo installato nel palazzetto dello Sport I tre ragazzi), scopriamo qualcosa di più sul suo allenatore.

Eh, sì, perché forse non tutti sanno che Davide Mazzanti è originario di Marotta, una città balneare in provincia di Pesaro-Urbino. Nonostante molti giornali abbiano fatto confusione, Davide Mazzanti non è originario di Fano, come è stato erroneamente detto, ma di Marotta. Scopriamo qualcosa di più sul coach marchigiano, su Marotta e sul suo legame con Mondolfo. E anche perché è stata soprannominata la Berlino dell’Adriatico.

Chi è Davide Mazzanti?

Davide Mazzanti è uno dei vanti di Marotta. Originario proprio della città di mare (e non di Fano), è un allenatore di pallavolo attivo sin dal 2002. Questa la sua carriera nel mondo della pallavolo:

  • 2002-2004: Pallavolo Corridonia
  • 2004-2005: Star Falconara
  • 2005-2006: Santeramo (secondo allenatore)
  • 2005-2009: Italia (secondo allenatore)
  • 2006-2007: Teodora Casadio
  • 2007-2009: Bergamo (secondo allenatore)
  • 2009-2010: Club Italia
  • 2010-2012: Bergamo
  • 2012-2013: River
  • 2014-2015: Casalmaggiore
  • 2015-2017: Imoco
  • 2017-attuale: Italia

La carriera di Davide Mazzanti

Davide Mazzanti muove i primi passi nel mondo della pallavolo sin da quando era ragazzo e giocava a Marotta. Iscritto a ingegneria, la squadra riuscì a salire dalla Terza Divisione fino alla serie C, grazie anche all’allenatore Roberto Casagrande. Poi l’incontro con Angelo Lorenzetti, originario di Fano, allenatore della Nazionale Juniores. Lorenzetti portò la nazionale ad allenarsi a Marotta e Mazzanti, che assisteva agli allenamenti, ebbe una folgorazione: il suo talento non era nell’Ingegneria, bensì nella pallavolo.

Da lì comincia la sua carriera: iscrizione all’Isef, allenatore delle ragazze under 14 a Mondolfo e poi l’incontro fatidico con Lorenzo Micelli, allora allenatore del Corridonia in A2. Mazzanti lo segue per sette anni, dalla A2 alla B1 ad Ancona e poi alla Santeramo in A2. Poi assistente di Micelli in Nazionale, la sostituzione in B1 a Ravenna, il Club Italia e adesso una vittoria dopo l’altra della nazionale italiana, facendoci sognare. Grande Mazzanti, tutta Marotta è con te!

Dove si trova Marotta?

Dopo aver fatto brevemente conoscenza con Davide Mazzanti, adesso andiamo a conoscere meglio la sua Marotta. E’ una località balneare di 12.525 abitanti, frazione di Mondolfo (ma non azzardatevi a definirla frazione di fronte a un marottese!). Situata nella provincia di Pesaro-Urbino, Marotta è nota come la Berlino dell’Adriatico. Questo perché il suo territorio, per lungo tempo, è stato suddiviso in tre comuni: Mondolfo, Fano e San Costanzo. Recentemente, grazie a un referendum, la popolazione ha scelto la sua appartenenza: la frazione di Marotta di Fano è passata sotto Mondolfo, unificando così il territorio. Quindi, al momento, Marotta è suddivisa fra Mondolfo e San Costanzo, anche se il territorio di pertinenza di San Costanzo è veramente ridotto.

Come dicevamo, Marotta è una località balneare: la sua spiaggia ha ottenuto la Bandiera Blu d’Europa. Il fondale è, solitamente, sabbioso, mentre alterna spiagge sabbiose a spiagge di sassi (non mancano le spiagge per cani a Marotta). A nord-ovest confina con Ponte Sasso (frazione di Fano), a sud-est con Cesano (frazione di Senigallia), a sud-ovest con Mondolfo e San Costanzo, mentre tutto il nord-est è bagnato dal mar Adriatico.

Mosaici di Marotta
Foto di Enrico Morbidelli

Marotta, breve storia della Berlino dell’Adriatico

Per quanto riguarda la storia di Marotta, è assai antica. Il nome stesso risale al latino Mala Rupta o Mauri Rupta (non a caso una delle associazioni culturali più attive sul territorio è proprio Malarupta). Secondo alcuni storici, la celebre battaglia fra Roma e Cartagine durante la Seconda Guerra Punica, quella in cui l’esercito cartaginese venne sconfitto e Asdrubale Barca morì, venne combattuta nella valle del Cesano e non in quella del Metauro.

Una storia ricca di eventi, ma recentemente dominata dal processo dell’unificazione. In sintesi: fino al 17 luglio 2014 Marotta era suddivisa fra i comuni di Mondolfo, Fano e San Costanzo. Per questo motivo Marotta era tristemente nota coma la Berlino dell’Adriatico. Sin dal 1959, i cittadini di Marotta hanno provato a porre rimedio a questa situazione caotica, cercando di riportare Marotta sotto un unico comune. Un primo tentativo venne proprio fatto nel 1959: l’autonomia amministrativa era a portata di mano, una staffetta di 20 giovani marottesi in direzione di Roma (più di 300 km) ebbe un notevole successo mediatico, ma il governo cadde e la sospirata unificazione finì nel nulla.

Nel 1981 venne organizzato un referendum consultivo: l’esito fu negativo, ma anche perché oltre agli abitanti di Mondolfo, vennero chiamati ad esprimersi anche tutti gli abitanti di Fano. Contate che Mondolfo ha 14.280 abitanti, Fano ha 60.987 abitanti. Ovvio che, chiamandoli tutti a raccolta, il numero soverchiante di Fano avrebbe fatto la differenza.

Il referendum per Marotta Unita

Nel 2010, il comitato Pro Marotta unita invia al presidente della regione Marche una proposta per staccare la frazione di Marotta dal comune di Fano e incorporarla nel comune di Mondolfo. Fano si dimostra subito contraria, ma nel 2011 la provincia si dichiara favorevole all’unificazione. Nel 2013 il Consiglio regionale decide di proporre un Referendum: a votare se passare da Fano a Marotta avrebbero dovuto essere solamente i cittadini residenti a Marotta di Fano.

Ma Fano si oppone, ricorre al TAR: Fano vorrebbe che tutta Fano votasse. In questo caso, ovviamente, l’esito sarebbe stato scontato: il numero di abitanti di Fano è troppe volte superiore a quello degli abitanti di Marotta e Mondolfo perché ci sia un giusto equilibrio. Il TAR, allora, accoglie parzialmente la richiesta di Fano: il Referendum si farà, ma non sarà tutta Fano a votare. A votare saranno: gli abitanti di Marotta di Fano, gli abitanti di Torrette e Ponte Sasso (appartenenti a Fano) e parte degli abitanti di Marotta di Mondolfo. In questo modo il numero di abitanti votanti per comune è stato reso omogeneo. Nonostante le continue proteste di Fano, il Referendum va avanti e i cittadini votano: Marotta di Fano passa sotto Mondolfo.

marche dove andare al mare
Foto by Patrizia Chimera

Cosa vedere a Marotta?

Ma cosa vedere a Marotta? E’ una città prettamente balneare, quindi gran parte del suo turismo riguarda proprio i villeggianti che, ogni anno, tornano a calcare le spiagge e il lungomare di Marotta. Oltre che ad affollare i suoi numerosi ristoranti e stabilimenti balneari. Tuttavia ci sono alcune piccole chicche nascoste nel territorio di Marotta.

Chiese

Abbiamo le tre chiese: la Parrocchia di San Giuseppe con di fronte la statua di Padre Pio, la Parrocchia di San Giovanni Apostolo, nel territorio che fu di Marotta di Fano (qui accanto sorge anche il campo da calcio sul quale giocano le due squadre di calcio del Marotta, l’ASD Marotta Calcio e l’ASD Marottese Calcio) e la nuova chiesa di San Pio, a Piano Marina, ancora in fase di costruzione e di impianto decisamente moderno.

Stazione ferroviaria

Da vedere anche la stazione ferroviaria: la leggenda narra che venne fatta costruire dal re per andare a trovare la sua amante a Mondolfo. Scomparso, invece, l’aeroporto fatto costruire dagli Alleati in zona Sterpettine. Da qui passava, infatti, la linea Gotica e durante il secondo conflitto mondiale sono state numerose le battaglie che si sono svolte, soprattutto nel periodo in cui si cercava di far retrocedere i tedeschi verso il Nord.

Altri monumenti

Se passate a Marotta, potrete anche vedere la lapide fatta erigere nel 1544 da Papa Paolo III per segnare il confine fra Mondolfo e Fano. Recentemente la lapide è stata restaurata e collocata in via Vecchia Osteria. In Piazza dell’Unificazione vi attende l’antico Pozzo Pubblico, mentre una fontana allieta Piazza Roma (qui i marottesi sono soliti farsi il bagno in occasione della vittoria a un Mondiale, chissà se riguarda solo il gioco del calcio…). Nel Giardino delle 11 Eroine (ex Giardino Faà di Bruno) troverete un monumento piuttosto ostracizzato dagli abitanti di Marotta, la Scalinata, ma anche la lapide commemorativa per le 11 eroine con la Lupa (recuperata e restaurata dall’Associazione Malarupta), il monumento dell’Onda Rosa e una fontana. Proprio di recente, fra l’Onda Rosa e la fontana sono stati collocati degli attrezzi per fare ginnastica dalla giunta Barbieri, finanziati dal taglio degli indennizzi della giunta stessa.

Marotta, il lungomare dei mosaici

Di recente costruzione, lo stupendo mosaico che sta andando ad abbellire il lungomare di Marotta, inclusa la zona del Molo, grazie al lavoro del gruppo Mosaico dell’Associazione Culturale Chiaro Scuro. Presso Villa Valentina, poi, è possibile ammirare il mosaico “Tra terra e mare”. Lo stesso Molo è stato, di recente, restaurato. Vicino al Molo, poi, è visibile la Fontana dei Pappagalli.

festa della tratta
Foto: @Pagina Facebook della Festa della Tratta

Principali eventi e manifestazioni a Marotta

Tantissime le sagre e le feste che, ogni anno, allietano Marotta. A fine aprile da segnalare la Sagra dei Garagoi, piccoli molluschi tipici della zona (negli anni Sessanta c’era anche un treno che dalla Romagna portava i turisti a Marotta per assaporare questa prelibatezza). Dal 2009, poi, grazie all’Associazione Malarupta, è stata organizzata nuovamente la Festa della Tratta, rievocazione storica della pesca con tratta a mano, abbinata a una kermesse enogastronomica sulla spiaggia. Da non perdere, poi, il MAF, ribattezzato come la Woodstock dell’Adriatico: due giorni di musica in spiaggia fino a notte inoltrata con concerti anche all’alba.

Storie e leggende di Marotta

Ci sono alcune storie e leggende di Marotta veramente particolari:

  • Le 11 eroine. Nel 1917, il pontone armato Faà di Bruno della Regia Marina si arenò di fronte a Marotta. L’equipaggio sarebbe morto di fame se undici coraggiose ragazze del posto non avessero affrontato il mare in burrasca per portare cibo ai marinai, su una piccola imbarcazione. Le ragazze unirono alle vettovaglie un biglietto nel quale dicevano: “Le spose di Marotta offrono ai marinai d’Italia un bicchiere di vino”. E il giorno dopo fecero la stessa cosa, salvando così tante vite. Successivamente le ragazze vennero decorate con la medaglia di bronzo al merito della Marina. Si dice anche che Gabriele D’Annunzio, per ricordare questo eroico gesto, avrebbe dettato la citazione per la lapide originaria commemorativa dell’evento: “Picene di antiche origini eran già nel mito dell’età primeva ancor prima dell’evento che le vide agli scalmi impavide dominare la tempesta”
  • L’unicorno di Marotta. Diverse persone sostengono di aver visto un bizzarro fantasma aggirarsi nelle zone limitrofe a Piazza dell’Unificazione (un tempo Piazza Kennedy e prima ancora piazza Fiume) e relativo lungomare. Tale fantasma avrebbe avuto le sembianze di un unicorno. Sulla questione, tempo fa, indagò anche il National Ghost Uncover
  • Cittadinanza onoraria a Enrico Ruggeri. Nel 2015 Enrico Ruggeri ha ottenuto la cittadinanza onoraria per il comune di Marotta-Mondolfo. Questo perché Ruggeri in gioventù frequentava spesso Marotta e ancora adesso, ogni volta che può, si ferma a Marotta. Proprio a Marotta trovò l’ispirazione per una delle sue più famose canzoni, “Il mare d’inverno”. Quel mare d’inverno di Ruggeri è, infatti, quello di Marotta. Per questo motivo dal 2018 Marotta è diventata la “Città del Mare d’Inverno”. Una targa per ricordare lo stretto legame fra Enrico Ruggeri e Marotta la si trova nel sottopasso di Piazza dell’Unificazione
  • La stazione di Marotta. Si dice che il re avesse deciso di far costruire una stazione ferroviaria a Marotta in modo da poter andare a trovare la sua amante a Mondolfo. Ma sono solo voci e leggende da prendere con le pinze!

Come arrivare a Marotta?

Potete arrivare Marotta in:

  • auto: da nord (Milano) autostrada A1 e poi la A15 da Bologna verso Ancona. Da Venezia A13 fino a Bologna e poi la A14. Dal centro (Roma) o autostrada A24 e poi A14 verso Bologna o via Flaminia. Da sud si segue per Roma-Pescara o Taranto-Pescara-Ancona. Dalla A14, poi, sia da nord che da sud, si esce al casello Marotta-Mondolfo, poi si gira a sinistra verso il mare per arrivare a Marotta (girando verso destra si va a Mondolfo)
  • treno: la stazione ferroviaria è quella di Marotta-Mondolfo sulla tratta Bologna-Ancona. La stazione si trova al centro di Marotta
  • aereo: gli aeroporti più vicini sono quelli di Falconara-Ancona e Rimini Miramare
  • nave: il porto di riferimento è quello di Ancona

Foto di Enrico Morbidelli