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Emergenza Coronavirus Marche: chiusi spiagge, parchi e giardini pubblici. No alle passeggiate

Patrizia ChimeraPatrizia Chimera 2 settimane fa
parchi e giardini pubblici

 

 

Per l’emergenza Coronavirus nelle Marche chiudono parchi e giardini pubblici. Per evitare che la  gente esca di casa solo per una semplice passeggiata, senza reali motivazioni e senza una necessità effettiva che consenta l’uscita dal portone del proprio domicilio. In una nuova ordinanza, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli segue di fatto la sindaca di Ancona che aveva già chiuso parchi, giardini e persino spiagge nel capoluogo marchigiano.

L’Ordinanza n. 10 del 19 marzo 2020 (firmata in serata da Ceriscioli) di fatto chiude alle possibilità di fare passeggiate senza motivi. Rispondendo di fatto a tutti coloro che sui social network si interrogavano in questi giorni sulla possibilità di fare camminate, corse, allenamenti all’aria aperta. Effettivamente il Decreto del governo non era molto chiaro sulla questione. Come invece è chiaro il fatto che non si deve uscire di casa se non per andare a lavorare, a fare la spesa, per esigenze mediche, per portare i cani a fare la pipì vicino casa, per buttare l’immondizia.

Rimane la possibilità, ovviamente, di passeggiare in tutti quei casi in cui i cittadini debbano farlo per motivi di salute. Ma devono essere pronti a dimostrare l’effettiva necessità di dover camminare. Altrimenti si rischia di incappare in multe e denunce.

L’ordinanza è valida “dalle ore 00:00 del 20 marzo 2020 e sino alle ore 24:00 del 3 aprile 2020 e comunque cessa di avere efficacia al sopraggiungere di provvedimenti governativi o ministeriali che dispongano in tal senso“.

parco giochi

Regione Marche: chiusi parchi e giardini pubblici

L’ordinanza è chiara. All’Articolo 1 recita:

Al fine di evitare assembramenti di persone, sono chiusi al pubblico parchi e giardini
pubblici.
L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi sono consentiti esclusivamente per le
motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute
o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari).
Nel caso in cui la motivazione sia l’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute)
o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, si è obbligati a
restare in prossimità della propria abitazione.

Il presidente Ceriscioli ricorda che “sono chiusi al pubblico, e ne è, pertanto, vietato l’accesso: spiagge, parchi, parchi gioco e giardini pubblici“.

Inoltre “l’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi sono consentiti esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari).
Nel caso in cui la motivazione sia l’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute) o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione e deve essere svolta individualmente”.

Regione Marche: chiusura di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

L’articolo 2, invece, aggiunge delle precisazioni su tutti quegli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che possono ancora rimanere aperti (bar, ristoranti, pub, discoteche sono già chiusi su tutto il territorio nazionale), lungo le autostrade e le strade a lunga percorrenza.

Al fine di contrastare ulteriormente le forme di assembramento di persone a tutela della
salute pubblica sul territorio regionale, l’apertura degli esercizi di somministrazione di
alimenti e bevande, ai sensi del DPCM 11 marzo 2020, posti nelle aree di servizio e di
rifornimento carburante:
a) è consentita lungo la rete autostradale (art. 2, co. 2, lett. A del codice della strada)
e lungo la rete delle strade extraurbane principali (art. 2 co. 2 lettera B del codice
della strada);
b) è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle ore 6.00 alle ore 18.00
dal lunedì alla domenica, per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane
secondarie (art. 2 co. 2 lettera C del codice della strada);
c) non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali
comunque classificati che attraversano centri abitati.