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Morto Ezio Bosso, a febbraio aveva diretto la Filarmonica Marchigiana

Patrizia ChimeraPatrizia Chimera 3 settimane fa
ezio bosso
Francesco Modeo / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Il mondo della cultura italiana piange un grandissima artista, che è volato in cielo troppo presto. All’età di 48 anni è morto Ezio Bosso, il grande pianista e direttore d’orchestra, originario di Torino, che ha a lungo combattuto contro una malattia neurodegenerativa. Proprio a febbraio aveva tenuto un concerto ad Ancona, al Teatro delle Muse.

Ezio Bosso e la Filarmonica marchigiana

Il 2 febbraio 2020 la città di Ancona ha avuto l’onore di ospitare Ezio Bosso, nel prestigioso Teatro delle Muse del capoluogo marchigiano. L’artista torinese aveva in quell’occasione diretta la Filarmonica marchigiana.

Ezio Bosso aveva diretto la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, con la partecipazione di Francesco Di Rosa all’Oboe. L’evento era andato in scena nel pomeriggio della prima domenica del mese di febbraio ed era stato realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e la Società Amici della Musica “Guido Michelli” di Ancona. Il programma era davvero ambizioso e chi ha avuto la fortuna di vederlo all’opera ha potuto contare su un’esibizione davvero incredibile.

  • W. A. Mozart Il Flauto Magico: Ouverture K. 620
  • R. Strauss Concerto per oboe e piccola orchestra in re magg.
  • L. van Beethoven Sinfonia n. 5 in do min., op. 67

L’artista era già stato a Montegranaro il primo febbraio 2020 al Teatro La Perla e successivamente si era esibito al Teatro Rossini di Pesaro, il 4 febbraio.

Chi era Ezio Bosso

Ezio Bosso era nato a Torino il 13 settembre 1971 ed è morto a Bologna il 14 maggio 2020, all’età di 48 anni. Direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano, si avvicina alla musica a 4 anni. La musica era una passione di famiglia. L’esordio come solista in Francia a soli 16 anni, per poi iniziare a lavorare con le più grandi orchestre europee. Nel 2011 viene sottoposto a un’operazione per una neoplasia ed è colpito da sindrome autoimmune. Ma continua a dirigere, comporre, suonare. Ben presto, però, inizia la sua battaglia contro una malattia neurodegerativa che nel settembre 2019 lo porterà a rinunciare a suonare il piano, dal momento che la patologia ha compromesso l’uso delle mani.

Nel corso della sua carriera ha diretto e ha suonato con le più grandi orchestre del mondo, ricevendo moltissimi riconoscimenti prestigiosi. Celebre la sua esibizione nella seconda serata del Festival di Sanremo 2016, con il brano Following a bird. Non ha mai smesso di lottare e di continuare a portare avanti con forza e coraggio la sua grande passione. Dandoci tanti importanti insegnamenti di vita.

Il tempo è un pozzo nero. E la magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare il tempo, di rubare il tempo. La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più.