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I vantaggi della fibra in arrivo nelle Marche per il 2021

SpecialeSpeciale 6 mesi fa
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La fibra ottica rappresenta il futuro della banda larga per tutte le connessioni ad alta velocità del nostro paese e ormai viene equiparata a un bene essenziale per l’economia, al pari dell’acqua o dell’elettricità. In Italia, Open Fiber è la società incaricata dal Governo per costruire le infrastrutture necessarie per garantire la fibra in tutta la penisola, Marche incluse.

La maggior parte dei lavori verrà completata a cavallo tra il 2021 e il 2022 per alzare la percentuale di italiani che hanno accesso alla fibra ottica. Al momento, siamo al di sotto della media europea (che invece è il doppio della nostra): solamente il 13% della popolazione italiana ha accesso a una connessione di almeno 100 Megabit al secondo. Non proprio un dato positivo, visto che molti servizi e anche eventi culturali si sono spostati online per far fronte alla recente pandemia.

La fibra ottica come naturale evoluzione dell’ADSL

Probabilmente sono davvero poche le persone che ancora si ricordano il caratteristico rumore dell’accensione delle primissime connessioni ADSL, quando la velocità veniva ancora calcolata in Kilobit (Kbit). Con il passare del tempo e con l’evoluzione di Internet, le connessioni sono diventate sempre più prestanti per stare dietro alle nuove richieste di connettività.

Circa il 66% degli italiani ha accesso a una connessione ADSL di almeno 30 Mbps, quando la fibra ottica può offrire connessioni ultrarapide anche fino a 1 Gigabit al secondo e oltre (la maggior parte arriva fino a 2,5 Gbps). Con l’avanzare dei servizi, anche le richieste dei dati sono aumentate: un tempo, per esempio, non esistevano nemmeno i video in Full HD su Internet; mentre al giorno d’oggi praticamente tutte le piattaforme di streaming permettono di vedere contenuti in 4K.

Servizi e prodotti che prima erano disponibili solo in presenza fisica, oggi è possibile usarli anche sul web. Per fare un esempio concreto di questa transizione, molte società nel campo iGaming come i casinò hanno aperto i battenti su Internet. Slot, roulette e giochi di carte che tutti noi abbiamo presenti nel nostro immaginario, sono stati interamente digitalizzati. Le slot dei casinò online elencati su Casinos.it offrono giri gratis come bonus di benvenuto, dispongono di grafiche in 3D e audio, mentre i giochi di carte vengono anche trasmessi in live con un croupier in carne e ossa. Tutti questi servizi per le slot o per i giochi di carte richiedono una connessione stabile e una banda superiore per funzionare correttamente senza interruzioni o lag.

Così come i servizi legati al campo del gaming o dello streaming: esistono piattaforme che permettono di giocare da remoto (Cloud Gaming) e richiedono obbligatoriamente una connessione a banda larga con fibra ottica. Pure considerando la sfera del lavoro, molte società hanno spostato la propria attività online con i dipendenti in smart working, i quali beneficerebbero della fibra ottica per tutte le mansioni quotidiane (dalle call di lavoro al download dei file da remoto).

La situazione della fibra ottica in Italia e nelle Marche

Solamente nelle Marche, la società di Open Fiber ha aperto ben 180 cantieri e già per la fine del 2021 ben 136 comuni avranno disponibile la banda ultra-larga. Non tutti hanno ancora accesso a connessioni di questo tipo, ma esiste un sito per scoprire se la propria abitazione è già raggiunta dalla fibra ottica oppure la data (stimata) di quando sarà raggiunta dal servizio.

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Basta andare sul sito di bandaultralarga.it del Ministero dello Sviluppo Economico e digitare il proprio indirizzo per scoprire lo stato attuale dei lavori per la fibra. Open Fiber sta lavorando in tutte le zone delle Marche, anche in quelle classificate come “aree bianche”: si tratta di aree periferiche o rurali, dove verrà piazzata la fibra in modalità “FTTH” (Fiber To The Home). Per la fine del progetto, si stima che la fibra raggiungerà oltre 390.000 unità immobiliari in 235 comuni diversi.

L’obiettivo di Open Fiber è chiaro: garantire a tutti gli italiani una connessione rapida, a partire da minimo 100 Mbps fino a 1 Gbps come media nazionale. Il nostro paese è in ritardo rispetto al resto d’Europa anche perché a fine anni ’90 fu terminato il “Piano Socrate” (senza mai concluderlo), che prevedeva di cablare con la fibra la maggior parte delle grandi città italiane. Una scelta però osteggiata dal duopolio RAI-Mediaset, che trasmetteva principalmente via parabola e non vedeva di buon occhio l’avvento del cavo in fibra (e dei potenziali competitor che avrebbero potuto sfruttare la connessione via cavo per trasmettere i programmi televisivi).

Si trattava ovviamente di una fibra diversa da quella odierna, che garantiva velocità molto inferiori (ma importanti per l’epoca): parliamo di circa 1,5 Mbps in download e solo 64 Kbps in upload. Cifre molto contenute rispetto a quelle della fibra di oggi. Ma ciò che avrebbe fatto la differenza era la rete stessa: se avessimo iniziato e concluso i lavori per le infrastrutture a quei tempi, sicuramente oggi sarebbe più facile e rapido il passaggio alla più recente fibra ottica.